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Mi separo e tolgo i miei figli dai social

Da quando sono in crisi Chiara Ferragni e Fedez non mostrano più il volto dei loro bambini ai follower. Una scelta frequente nelle coppie che si lasciano.

Da quando sono in crisi Chiara Ferragni e Fedez non mostrano più il volto dei loro bambini ai follower. Una scelta frequente nelle coppie che si lasciano. E, mentre è in arrivo una legge per proteggere i piccoli, un’esperta di diritto del web spiega i comportamenti da tenere.

di Letizia Magnani

E se quella foto che tu trovi innocua, l’ennesima che hai postato di tuo figlio o figlia, fra qualche anno diventasse un problema per lui o per lei, ormai cresciuti? Sia perché non si riconoscono più in quell’identità digitale, sia perché magari qualcuno se ne impossessa per bullizzarli o, peggio, rubarne l’identità digitale e usare quell’immagine in contesti non leciti, magari dopo averla manipolata? È questa la domanda che si è posta un’importante compagnia telefonica in Germania, trasmettendo un filmato che dimostra quanto una foto possa essere, in un contesto diverso, usata anche per fini non leciti.

Tutti i Paesi europei si sono posti il tema dell’uso e dello sfruttamento delle immagini dei minori, lo sta facendo anche l’Italia, seppure dopo Francia e Regno Unito. Nel nostro Paese si prospettano tempi sempre più difficili per i genitori che in questi anni hanno diffuso, anche commercialmente, le foto dei propri piccoli sui social.

Che qualcosa stia cambiando lo si è notato anche nei profili di Chiara Ferragni e Fedez, che postano molti meno contenuti da quando la coppia è in crisi, per i noti motivi legati sia alle vicende pubbliche (il cosiddetto PandoroGate di Chiara Ferragni, accusata di servirsi della beneficenza in modo non trasparente) sia private (la separazione della coppia). Per la prima volta, da quando i figli, Leone e Vittoria, sono nati, i “Ferragnez” li pubblicano di spalle. Da alcuni mesi è approdata in Parlamento una proposta di legge che prevede regole ferree. «È davvero il tema del momento», spiega Alberta Antonucci, avvocata, fondatrice di On The Web Side.

Motori di ricerca e social hanno regole chiare pubblicate online. In Italia un minore può aprire un account Google solo a 14 anni. Per avere invece un profilo social su Instagram, Facebbok o TikTok l’età minima è 13 anni e sempre sotto lo sguardo vigile dei genitori. Poi ci sono le norme in arrivo. «La proposta di legge depositata da Europa Verde consta di soli tre articoli e tocca nervi scoperti», dice Antonucci. «Il primo è quello dell’oblio. I bambini, cresciuti, potranno, se la legge come è presumibile verrà approvata, ottenere che i genitori rimuovano quelle immagini, foto e video che loro da piccoli non hanno autorizzato. I motivi possono essere i più diversi. Magari non si rivedono in quell’immagine digitale, sicuramente quelle foto sono state commentate da sconosciuti. Pensiamo a foto dove i bambini si sporcano con il cibo, per esempio, immagini “cringe” (imbarazzanti, ndr) come direbbero i giovani: magari qualcuno potrebbe usarle per farne un meme e per bullizzarli, prenderli in giro. Quindi è legittimo chiedere che vengano eliminate».

Possono esserci poi altri problemi. «Nel momento in cui si pubblicano immagini in profili pubblici si è esposti alla possibilità che vengano rubate e utilizzate fuori contesto», dice Antonucci.

«I social sono luoghi nei quali l’adescamento dei minori per pedopornografia è all’ordine del giorno. Per questo sarebbe bene pubblicare le foto di bimbi, anche molto piccoli, con i genitali e i capezzoli sempre non visibili o almeno coperti da una stellina, a loro maggiore tutela. Ma se si pubblica ogni aspetto del quotidiano dei nostri figli, gli adescatori hanno vita più facile nell’avvicinare il bambino e l’adolescente, conoscendone i gusti e i momenti cruciali della vita, come il fatto che pratica sport, suona il piano o quando compie gli anni», spiega Antonucci, ma ricorda l’avvocata: «11 genitore sceglie di pubblicare sui social e che cosa è meglio per i propri figli». Sempre chiedendo ai figli il consenso se hanno più di 14 anni.

Ma che cosa accade se due adulti si separano e non sono concordi sulla pubblicazione? Nei tribunali si stanno moltiplicando i casi, come quelli di una modella influencer e del compagno calcatore che su questo punto, una volta separati, hanno trovato da dire. Naturalmente prima di postare bisogna avere l’assenso dell’ex partner. In caso contrario, se la foto del figlio esce senza l’approvazione dell’altro, il giudice può chiedere la rimozione del contenuto, imporre una sanzione e prevedere un risarcimento. Poi c’è il caso di genitori che sfruttano commercialmente i figli: sono sempre di più i baby influencer. Il denaro generato dal loro lavoro inconsapevole a chi va? “Nella proposta di legge”, spiega ancora Antonucci, “si dice che il guadagno deve essere depositato su un conto in disponibilità dei bambini, quando diventeranno maggiorenni e che possono essere utilizzati prima solo per motivi importanti, immagino per questioni di salute o di studio, e solo con il via libero dell’autorità”

L’incognita dell’intelligenza artificiale

Nel Regno Unito il governo sta valutando se limitare ai ragazzi fino ai 16 anni l’accesso ai social. E questo sia per i rischi di furto d’identità digitale e di pedofilia, sia per il timore dei “deep fake”, cioè di quando l’immagine del volto o del corpo di una persona, o la sua voce, vengano carpiti da qualcuno e modificati con programmi di intelligenza artificiale per usarli senza consenso. Ma la stessa intelligenza artificiale, per fortuna, offre sofisticati strumenti per fermare queste azioni illegali.

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