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Quando l’intelligenza artificiale approda in Tribunale

Dobbiamo iniziare ad accettare il fatto che l’intelligenza artificiale inesorabilmente e silenziosamente stia entrando nel nostro quotidiano. [..]

Dobbiamo iniziare ad accettare il fatto che l’intelligenza artificiale inesorabilmente e silenziosamente stia entrando nel nostro quotidiano. L’intelligenza artificiale di cui oggi si parla non è il “robot” raffigurato nei film di fantascienza, ma è un ramo dell’informatica che permette la programmazione e progettazione di hardware e software. L’intelligenza artificiale fa sì che le macchine simulino determinate caratteristiche reputate tipicamente umane andando oltre la capacità di calcolo o di conoscenza dei dati astratti. L’AI nella pratica aiuta l’innamorato a comporre una lettera d’amore, ottimizza l’energia delle nostre case ed addirittura il 22 febbraio sarebbe dovuta debuttare in un Tribunale californiano in sostituzione di un avvocato. “Donotpay” questo il nome del software che nasce negli USA per aiutare gli utenti a gestire gli ostacoli legali e amministrativi, principalmente attraverso modelli di conversazione pre-programmati e soprattutto senza l’ausilio di un avvocato. Nello specifico questo programma permetterebbe all’imputato, collegato con l’Intelligenza Artificiale a mezzo di un paio di auricolari, di ottenere in sede d’udienza, in tempo reale, istruzioni ed argomentazioni legali per approntare la miglior difesa attraverso una ricerca fatta dal software tra le leggi dello Stato ed i precedenti. L’intelligenza artificiale tenta di sostituire i professionisti. Per fortuna sono recenti le conferme circa il fatto che “l’avvocato virtuale” non entrerà per il momento in aula. Donotpay è stata fermata in quanto l’ordinamento giuridico statunitense non prevede una rappresentanza legale basata sulla tecnologia ed è un reato l’esercizio senza autorizzazione della legge. Inoltre è proibita la registrazione delle conversazioni, requisito fondamentale questo affinché l’app possa fornire le argomentazioni necessarie all’assistito. Per ora pericolo scampato, ma l’avvertimento è chiaro: il tentativo di fare estinguere una serie di categorie di avvocati è in atto!

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